municipio imbocca la dirittura d'arrivo

Sono a buon punto a Botticino i lavori «di restauro e consolidamento a seguito del sisma del 24 novembre 2004, nonchè di adeguamento impiantistico e normativo della sede municipale, ala est». Purtroppo quando si appalta un'opera non si può scegliere l'azienda vincitrice e le brutte sorprese sono dietro l'angolo.

I lavori di restauro e consolidamento del palazzo municipale di Botticino (palazzo Negroboni) vennero aggiudicati all'Impresa Ica srl di Padula (in provinciadi Salerno) nel giugno del 2007. Purtroppo i lavori non finivano mai. Per questa ragione l'Amministrazione comunale decise «la risoluzione unilaterale del contratto per inadempienza e grave ritardo». Dopo di che, il 15 settembre 2010, la Giunta comunale di Botticino decise di affidare all'arch. Roberto Frassoni l'incarico di progettazione, direzione e contabilità lavori sulle «opere di completamento degli appalti risolti, impianti elettrici e meccanici e delle opere complementari, impianti di raffrescamento locale UP, citofonico, di automazione del cancello carraio di accesso al cortile e rete dati, nonchè alla redazione dello stato di consistenza impianti elettrici». La spesa prevista per l'incarico all'arch. Roberto Frassoni è di 25 mila euro.

IL COMUNE di Botticino ha inoltre affidato all'ing. Giovanni Ziletti «l'incarico delle prestazioni professionali relative alle opere di completamento degli appalti risolti, opere edili e finiture (progettazione, direzione lavori), al coordinamento della sicurezza in fase di progetto e in fase di esecuzione, di tutte le opere da eseguire», cioè un'altra porzione dei lavori; oltre «alla redazione delle necessarie pratiche autorizzative presso la Soprintendenza in merito alle uscite di sicurezza e al superamento barriere architettoniche»; il tutto per una spesa complessiva di circa 40 mila euro. E' stato coinvolto anche l'ing. Lucio Baldan per la progettazione (e direzione lavori) delle opere di superamento delle barriere architettoniche con realizzazione di un ascensore, opere strutturali, il coordinamento della sicurezza di tutte le opere da eseguire di completamento e migliorative, per una spesa di circa 35 mila euro.

Ora i lavori sono quasi finiti. «L'inaugurazione del ristrutturato palazzo municipale - dice il sindaco Mario Benetti - è prevista nel prossimo mese di settembre. Perché dobbiamo realizzare anche l'ascensore». Nel frattempo alcuni uffici (tra cui la segreteria e l' ufficio del sindaco ) sono già stati trasferiti nella nuova ala est del palazzo. La bella notizia per i disabili botticinesi, che ne hanno più volte sollecitato la realizzazione, è il nuovo ascensore che porrà fine ad un' annosa carenza. Palazzo Negroboni è sotto il vincolo della Soprintendenza, con conseguenti difficoltà burocratiche; ma l'ascensore era indispensabile, non solo per favorire l'accesso dei disabili ma anche per gli anziani.

Questi lavoratori sono vittime dell’inciviltà

La senatrice Carloni, ricordando le dure parole pronunciate dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha stigmatizzato le condizioni in cui è avvenuta la morte. «Questi lavoratori - ha detto Carloni - sono vittime dell’inciviltà, della crisi sociale, della non cultura ed anche di una miscela di gas tossici micidiale a base di azoto. 

I tre operai, infatti, si sono calati nel silos con un permesso di lavoro regolare in tasca, ma senza sapere di trovarvi poi una vera e propria camera a gas. 

Essi lavoravano di sabato, eccezionalmente, quando non c’era alcuna urgenza; erano stati reclutati così, improvvisamente: erano stati loro offerti 50 euro di lavoro straordinario, era stato detto loro che si sarebbe trattato di un "lavoretto", che sarebbe durato un massimo di due ore. 

Dopo due minuti erano morti per le esalazioni di gas e sui loro corpi i magistrati non hanno trovato alcuna traccia di misure di sicurezza o sistemi di protezione». «Oggi sono stati notificati 21 avvisi di garanzia ed il presidente della Repubblica, Napolitano, in Campania in questi giorni, ha pronunciato parole molto pesanti al riguardo. Tutto questo - ha concluso la Carloni - induce ad interrogarsi sulle condizioni di lavoro e ad agire. Chiedo perciò che ci sia un intervento sul territorio della commissione sul fenomeno delle morti bianche».

Sicurezza sul lavoro: CGIL, con ddl semplificazione si elude sicurezza

Sarà obbligatorio segnalare solo quegli infortuni sul lavoro che comportino lesioni con prognosi maggiore ai 14 giorni, mentre erano 3 nella vecchia normativa, creando “un meccanismo elusivo nei confronti della denuncia degli infortuni più gravi”. Questa una delle norme contenute nel disegno di legge 2243 (semplificazione) che la CGIL ha denunciato oggi nel corso della convocazione presso l’ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali del Senato sul ddl in questione.

Secondo la CGIL, infatti, nel ddl ci sarebbero aspetti ‘pericolosi’ legati al tema ‘salute e sicurezza nei luoghi di lavoro’: “Si prevede - spiega in una nota il sindacato - all’articolo 12, che si dovranno segnalare solo quegli infortuni sul lavoro che comportino lesioni con prognosi maggiore di 14 giorni, mentre nella vecchia normativa erano tre. Inoltre, le lesioni con prognosi superiore ai trenta giorni non verranno più segnalate all’autorità giudiziaria ma all’INAIL che provvederà ad inoltrarle alla direzione provinciale del lavoro”. Secondo il sindacato queste modifiche “rappresentano un peggioramento evidente poiché introducono un meccanismo farraginoso ed elusivo nei confronti della denuncia degli infortuni più gravi”.

Inoltre, accusa la CGIL, l’articolo 14 del ddl al comma due “abolisce tout court e senza norme di salvaguardia il ‘registro infortuni’ che doveva essere tenuto dall’imprenditore, così come al comma 1 si introduce un’ulteriore deroga per l’emanazione dei decreti ministeriali per individuare criteri e modalità per la tenuta semplificata della documentazione relativa a ‘Salute e Sicurezza’. Il termine è scaduto nel 2009 e adesso viene rinviato al 31 dicembre del 2010”. A parere della CGIL con queste norme “da una parte, attraverso la scusa della ‘semplificazione’, si rendono più difficoltosi i controlli e l’applicazione delle normative e dall’altra - conclude la nota - si effettuano operazioni che tendono a smontare l’efficacia reale delle normative in materia”.

fonte cgil

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