Visualizzazione post con etichetta infortuni sul lavoro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta infortuni sul lavoro. Mostra tutti i post

Questi lavoratori sono vittime dell’inciviltà

La senatrice Carloni, ricordando le dure parole pronunciate dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha stigmatizzato le condizioni in cui è avvenuta la morte. «Questi lavoratori - ha detto Carloni - sono vittime dell’inciviltà, della crisi sociale, della non cultura ed anche di una miscela di gas tossici micidiale a base di azoto. 

I tre operai, infatti, si sono calati nel silos con un permesso di lavoro regolare in tasca, ma senza sapere di trovarvi poi una vera e propria camera a gas. 

Essi lavoravano di sabato, eccezionalmente, quando non c’era alcuna urgenza; erano stati reclutati così, improvvisamente: erano stati loro offerti 50 euro di lavoro straordinario, era stato detto loro che si sarebbe trattato di un "lavoretto", che sarebbe durato un massimo di due ore. 

Dopo due minuti erano morti per le esalazioni di gas e sui loro corpi i magistrati non hanno trovato alcuna traccia di misure di sicurezza o sistemi di protezione». «Oggi sono stati notificati 21 avvisi di garanzia ed il presidente della Repubblica, Napolitano, in Campania in questi giorni, ha pronunciato parole molto pesanti al riguardo. Tutto questo - ha concluso la Carloni - induce ad interrogarsi sulle condizioni di lavoro e ad agire. Chiedo perciò che ci sia un intervento sul territorio della commissione sul fenomeno delle morti bianche».

Sicurezza sul lavoro: CGIL, con ddl semplificazione si elude sicurezza

Sarà obbligatorio segnalare solo quegli infortuni sul lavoro che comportino lesioni con prognosi maggiore ai 14 giorni, mentre erano 3 nella vecchia normativa, creando “un meccanismo elusivo nei confronti della denuncia degli infortuni più gravi”. Questa una delle norme contenute nel disegno di legge 2243 (semplificazione) che la CGIL ha denunciato oggi nel corso della convocazione presso l’ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali del Senato sul ddl in questione.

Secondo la CGIL, infatti, nel ddl ci sarebbero aspetti ‘pericolosi’ legati al tema ‘salute e sicurezza nei luoghi di lavoro’: “Si prevede - spiega in una nota il sindacato - all’articolo 12, che si dovranno segnalare solo quegli infortuni sul lavoro che comportino lesioni con prognosi maggiore di 14 giorni, mentre nella vecchia normativa erano tre. Inoltre, le lesioni con prognosi superiore ai trenta giorni non verranno più segnalate all’autorità giudiziaria ma all’INAIL che provvederà ad inoltrarle alla direzione provinciale del lavoro”. Secondo il sindacato queste modifiche “rappresentano un peggioramento evidente poiché introducono un meccanismo farraginoso ed elusivo nei confronti della denuncia degli infortuni più gravi”.

Inoltre, accusa la CGIL, l’articolo 14 del ddl al comma due “abolisce tout court e senza norme di salvaguardia il ‘registro infortuni’ che doveva essere tenuto dall’imprenditore, così come al comma 1 si introduce un’ulteriore deroga per l’emanazione dei decreti ministeriali per individuare criteri e modalità per la tenuta semplificata della documentazione relativa a ‘Salute e Sicurezza’. Il termine è scaduto nel 2009 e adesso viene rinviato al 31 dicembre del 2010”. A parere della CGIL con queste norme “da una parte, attraverso la scusa della ‘semplificazione’, si rendono più difficoltosi i controlli e l’applicazione delle normative e dall’altra - conclude la nota - si effettuano operazioni che tendono a smontare l’efficacia reale delle normative in materia”.

fonte cgil

Per Tremonti, però, le regole inutili sono quelle sulla sicurezza sul lavoro

Il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, dal palco del Berghem Fest ad Alzano Lombardo, affermava che bisogna "rinunciare a una quantità di regole inutili, siamo in un mondo dove tutto è vietato tranne quello che è concesso dallo Stato, dobbiamo cambiare". Per Tremonti, però, le "regole inutili" sono quelle sulla sicurezza sul lavoro poiché "robe come la 626 sono un lusso che non possiamo permetterci",.

Un'affermazione, quella di Tremonti, certamente forte, e sulla quale è tornata successivamente la sua portavoce, Emanuela Bravi, per una precisazione: «Parlando ieri della legge 626, Tremonti tra le regole eccessive si riferiva all'Europa, alla giurisdizione europea e alla sua estensione eccessiva rispetto all'obiettivo sulla sicurezza del lavoro, che resta invece essenziale».

Sicurezza sul lavoro: CGIL, Tremonti chieda scusa ai tanti lavoratori coinvolti negli incidenti sul lavoro
"Un insulto" secondo la Confederazione quello del Ministro dell'Economia che ha definito la 626 (legge sulla sicurezza sul lavoro) "un lusso che non possiamo permetterci"

Dura la replica della CGIL alle dichiarazioni del ministro Tremonti, il quale, poche ore dopo gli incidenti che, nella giornata di ieri, hanno portato alla morte di tre lavoratori e al grave ferimento di altri due ha definito la legge 626, la legge contenente le norme in materia di sicurezza sul lavoro, un “lusso che non possiamo permetterci”. 

infortuni sul lavoro

Per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro "non siamo il peggior paese al mondo, come a volte si dice con un'enfasi che non aiuta". Così il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha commentato i dati dell'andamento annuale dell'INAIL relativo al 2009, presentati questa mattina a Roma dal presidente dell'Istituto, Marco Fabio Sartori. "Questi dati fanno giustizia rispetto a esasperazioni polemiche che non hanno fondamento, basti pensare che, secondo gli indici frequenza che ci vengono dati dall'Inail, siamo al di sotto della media europea", ha detto il ministro. "Ora dobbiamo attuare quanto prevede il Testo Unico. Stiamo partendo con la campagna di informazione, abbiamo avviato un rapporto con le regioni per la formazione e con la manovra in corso abbiamo finalmente dato vita al grande Polo unico per la sicurezza: un unico soggetto istituzionale che riunisce tutte le competenze esperte per promuovere la sicurezza e prevenire i danni alla salute dei lavoratori".
 
Il responsabile del dicastero di via Flavia ha poi sottolineato come sia migliorata anche  l'attività di controllo. "Abbiamo integrato le attività ispettive e migliorato l'intelligence", ha detto. "L'obiettivo è contrastare il lavoro totalmente senza regole che, con l'esposizione a sostanze pericolose o manualità, può dar luogo a danni alle persone". In questo senso il ministro ha ricordato la task force di contrasto al lavoro nero portata avanti con il Piano straordinario di ispezioni in edilizia e in agricoltura e la collaborazione con Carabinieri e Guardia di finanza. Secondo Sacconi quindi, i dati indicano che "andiamo nella giusta direzione, anche se non ci accontentiamo" e rispetto al futuro dell'INAIL ha sottolineato come l'Istituto "si avvia a diventare il grande ente per la sicurezza, con all'interno tutte le competenze esperte con evidenti vantaggi non solo  in termini di economie ma per una compiuta politica di prevenzione". In riferimento all'accorpamento degli altri due istituti, Ipsema e Ispels, Sacconi ha poi  risposto a chi teme "in modo infondato" una riduzione delle garanzie contrattuali per i lavoratori che verranno, assicurando che manterranno il contratto del comparto della ricerca. Un impegno ribadito anche dal presidente dell'INAIL, Marco Fabio Sartori.

Rispetto ai dati il presidente dell'Istituto ha sottolineato che "si tratta di numeri talmente positivi che in futuro sarà difficile fare di meglio". "Questo, però, non ci spaventa perché sappiamo che bisogna investire sempre di più in sicurezza", ha aggiunto Sartori sottolineando come stia cambiando sempre più la cultura e l'approccio delle imprese a queste tematiche. "È il segno anche di una forte e capillare presenza dell'INAIL, che è riuscita a fare penetrare un concetto basilare: la sicurezza prima di tutto". Commentando il trend infortunistico nello specifico, il presidente Sartori ha voluto sottolineare la rilevanza dell'aumento delle denunce per malattie professionali, un dato considerato "solo apparentemente negativo". "È il frutto dell'azione capillare dell'Istituto. Con i medici dell'INAIL abbiamo fatto in modo che emergessero le correlazioni tra patologia e luogo di lavoro", ha detto. "Nel sistema lavoro Italia è fondamentale questa parte che fa emergere il nascosto".

Rispetto all'impatto della crisi sulla diminuzione degli infortuni il presidente dell'INAIL ha inoltre precisato che solo il 28% della flessione dipende dalle ore lavorative in meno, mentre il 70% da un miglioramento sostanziale delle condizioni di sicurezza sul lavoro. "Un dato estremamente positivo è quello che rileva un'inversione di tendenza rispetto ai lavoratori stranieri", ha aggiunto. "Questo vuol dire che anche tra gli immigrati si sta diffondendo la cultura della prevenzione". Infine Sartori ha voluto sfatare la notizia che indica l'Italia come maglia nera in Europa per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro. "Questi dati smentisco la negativizzazione del mercato del lavoro italiano", ha detto, "ma bisogna ancora lavorare sugli incidenti mortali, un dato che ci vede ancora sopra la media dell'Ue a 15".
(ec/roma) inail

Powered by Blogger | Converted by BloggerTheme